Cari Soci, questa non è la solita newsletter, le attività dell’associazione sono ovviamente sospese ma quando si potrà ripartire la bicicletta dovrà essere centrale nel ripensare la mobilità e la dimensione sociale delle nostre città. Come associazione, sia a livello locale che nazionale, stiamo già lavorando per questo.
Torneremo a pedalare in libertà.
Buon 25 aprile!

FASE 2 (ruote)
Ripartire vuol dire, letteralmente, rimettersi in movimento. Decidere e capire come ci muoveremo nei prossimi mesi è essenziale per una RIPARTENZA SANA E IN SICUREZZA: il rischio di ritrovarsi con le strade invase dalle automobili in maniera caotica e tossica è troppo pericoloso sia per Bergamo che per tutti i paesi e le città del circondario e della provincia.
A maggior ragione, se verranno confermati gli studi che indicano una correlazione tra livelli di inquinamento atmosferico, con relative patologie respiratorie, e pericolosità del virus, sarebbe insensato rischiare di tornare (o persino superare) ai livelli di inquinanti pre-emergenza.

Da sempre, come ciclisti, rivendichiamo spazio nelle strade e sappiamo che a occuparlo sono essenzialmente le automobili e il loro uso e abuso indiscriminato. Ora ad aver bisogno di spazio nelle strade non saremo solo noi ciclisti.
Avranno bisogno di spazio i negozi e gli uffici per gestire le code e le affluenze; avranno bisogno di spazio i bar e i ristoranti per poter ampliare l’area di somministrazione e per poter distanziare tavoli e clienti; avranno bisogno di spazio le scuole e i servizi, per garantire in sicurezza gli ingressi e le uscite; AVREMO TUTTI BISOGNO DI SPAZIO.

Per ottenere spazio in città L’UNICA SOLUZIONE È LIMITARE LA PRESENZA DELLE AUTO, sia in movimento che, soprattutto, in sosta. I parcheggi in strada sono insostenibili da un punto di vista dell’utilizzo razionale dello spazio (si calcola che le auto stanno ferme inutilizzate in strada 22 ore al giorno su 24) e sono inoltre attrattori e generatori di traffico.

Secondo noi è necessario quindi che le autorità predispongano UN PIANO PER LA MOBILITÀ POST-COVID che garantisca alla città gli spazi per svolgere le proprie attività in sicurezza e in maniera sostenibile.

In molte città del mondo si sta già procedendo in questa direzione: promuovendo l’uso della bici (muscolare o elettrica che sia) e della micromobilità (monopattini e simili); incrementando le aree pedonali e le zone 30 (o addirittura zone 20 come a Bruxelles), e attraverso la realizzazione di PERCORSI CICLABILI PROTETTI E DI PICCOLE INFRASTRUTTURE DI SUPPORTO PER QUESTI TIPI DI MOBILITÀ.

Il sistema della mobilità dovrà essere necessariamente razionalizzato e reso più intelligente, a partire, come giustamente si sta iniziando a pensare, dalla RIORGANIZZAZIONE DEI TEMPI E DEGLI ORARI DELLE ATTIVITÀ, per evitare ore di punta e di sovraccarico.
Anche il servizio di TRASPORTO PUBBLICO, che probabilmente dovrà ridurre la capacità dei propri mezzi, avrà necessità di percorsi dedicati e strade libere dal traffico automobilistico, per mantenere efficenza e non soccombere all’inevitabile diffidenza iniziale e alle limitazioni che subirà.

OGNI RIPARTENZA È UNO SGUARDO AL FUTURO, UNA NECESSITÀ CHE RAPPRESENTA UN’OCCASIONE PER CAMBIARE. Quello che non possiamo permetterci è tornare a una situazione peggiore di quella pre-emergenza: lunghe code di automobili “monoconducente” che bloccano autobus vuoti e rendono difficile e pericoloso l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili.

Per questi motivi FIAB Bergamo Pedalopolis propone:

– Attivazione di PARCHEGGI D’INTERSCAMBIO, anche temporanei, con servizi navetta (es. parcheggio della fiera, parte dei parcheggi dell’aeroporto dell’Auchan…)

– RAFFORZAMENTO DELLE ZTL per favorire il distanziamento nelle strade più strette nelle quali, per consentire la sosta delle automobili, anche i marciapiedi sono molto stretti e angusti (pensiamo a Via San Bernardino e via Moroni, via Quarenghi, via Borgo Palazzo, ecc.)

– REALIZZAZIONE (o il completamento e l’allargamento) DI PISTE CICLABILI E CORSIE PREFERENZIALI d’emergenza lungo i viali più ampi della città (via Paleocapa, via Tiraboschi, viale Papa Giovanni, via Carducci, viale Giulio Cesare…), anche solo con transenne e segnaletica orizzontale, seguendo quanto deliberato nel Biciplan e nel PUMS

– REALIZZAZIONE E POTENZIAMENTO DI STALLI SICURI (con la possibilità di legare il telaio) per la sosta sicura delle bici sia in strada sia all’interno di spazi e cortili di edifici pubblici e non.

– Programmazione, in collaborazione con le Scuole e l’Università, di piani e progetti di PROMOZIONE E INCENTIVO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE DI STUDENTI, PROFESSORI E PERSONALE, con servizi di accompagnamento e sostegno (Piedibus, Ciclobus).

– Studio e realizzazione di progetti di SUPPORTO AI SERVIZI COMMERCIALI DI VICINATO E promozione di SISTEMI DI TRASPORTO E CONSEGNA MERCI ECOSOSTENIBILI.

Bisogna avere coraggio e non indugiare più nelle politiche di forte e decisa limitazione del traffico automobilistico in città e di incentivo della mobilità sostenibile, È UNA QUESTIONE DI RESPONSABILITÀ COLLETTIVA E DI RAPPORTO DI SOLIDARIETÀ E CIVILE CONVIVENZA; le difficoltà economiche porteranno più persone a passare, anche solo per motivi economici, all’uso della bicicletta in alternativa all’automobile, chi fa questa scelta, virtuosa per se e per la collettività, deve essere agevolato, riconosciuto e garantito.
Questo periodo ha dimostrato che SE SI VUOLE DAVVERO METTERE AL CENTRO DELL’INTERESSE COLLETTIVO LA SALUTE PUBBLICA SONO NECESSARIE SCELTE FORTI E BEN ARGOMENTATE, che sappiano raccogliere il consenso, la responsabilità e la volontà di collaborazione da parte dei cittadini, serve una campagna di comunicazione che abbia forza e convinzione e non si lasci condizionare e limitare da chi ha paura di cambiare.