poesia primaverile

questo blog è da qualche giorno in attesa di qualche notizia, ad esempio sul dvd del film delle grazielliadi e sulla prima cinematografica dello stesso film (ma sappiate fin d’ora che informatori fidati mi hanno riferito di un gruppo di loschi ciclisti autoproclamatosi “comitato scientifico” che starebbe organizzando qualche evento rivoluzionario legato alle grazielle per fine giugno..)

ho deciso per di allietarvi l’attesa con una poesia che è degna di un bambino (questo forse perchè sto aggiustando solo mini-bmx e grazielle di varia natura) ma mi ha fatto vincere il 2do posto al poetry slam del circolino della grumellina che era a tema “la primavera, il risveglio dei sensi”

a voi, quindi… (dal mio secondo libro “mi scappa la pipì fortissimo”)

Senza Titolo (di Z.)

- nota: a seguito di regole sul diritto d’autore durante la manifestazione sono stato costretto a darle un titolo, per cui ho scelto senza esitazioni “Camporella” -

D’inverno fa troppo caldo, d’estate fa troppo freddo
D’autunno il giallo in basso e il cielo grigio in alto
D’inverno c’è la pioggia, d’estate poi si viaggia
D’autunno ci sono amici con un sacco di foto in spiaggia
L’inverno sembra in frigorifero, l’estate sembra un calorifero
L’autunno è un garage in cui riporre il velocifero

Ma poi, primavera: ogni fiore è un pignone
Anche il mozzo da rozzo si fa tenerone
La sella è più bella, è un letto di rose
Ed il portapacchi non porta più i pacchi
Che palle ‘sta vita, le solite cose
Porta ora un bel plaid, la coperta più bella
Inutile a dirsi, si va in camporella

Basta coi freni! Addio inibizioni!
Ed i parafanghi, che rompicoglioni!
Li ho tolti oggi stesso, al fango non penso
Solo un telaio è rimasto, e due ruote
Ed un campanello con due belle note
Resta il fanale per fosche stradine
E sul manubrio le chiappe delle signorine

Ah, che Stagione! Che bel pedalare!
E se ‘sto poemetto vi va un po’ cagare
Non bado alla forma, né a queste rimette
Penso solo a Mara e alle mie biciclette.

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