Agosto, officina mia non ti conosco

Pedalopolesi in vacanza questo mese!

La ciclofficina dei Colli a ponteranica riapre sabato 1 settembre

La ciclofficina km 10,7 di costa di mezzate aprira a sabati alterni a partire dal 1 settembre

La ciclostazione 42 a bergamo riapre lunedí 27 agosto (e i bikefellas martedì 27)

Ci sentiamo a settembre per le grazielliadi e altre belle cosine.

Saluti a tutti e buone pedalate!

Pedalopolis a rock sul serio: bikes rock!

Quest’anno presenziamo a Rock sul Serio (visita il loro sito qui: https://www.rocksulserio.it) con un parcheggio permanente dedicato a chi arriva in bici, nel week end uno stand di pedalopolis, poi una pedalata notturna (info sulla Licantropa qui: https://www.facebook.com/events/261656117935096/ ) e un’asta di bici resuscitate la domenica. Ci vediamo al Campo sportivo di Villa di Serio!

Bike trip night – Tesseramento 2018

La campagna di tesseramento 2018 dell’associazione Pedalopolis si apre come di consueto con ospiti cicloviaggiatori, musica e una buona razione di vino e vivande locali. La serata è a ingresso libero e promette bene già dal titolo: “La salita più lunga del mondo e altre piacevoli fatiche”.

Dalle 19:00 di venerdì 23 marzo al Bar della “Porta del Parco” in via Masnada al Borghetto di Mozzo, potete sostenere l’associazione di “temerari ciclisti bergamaschi” con cena a buffet comprensiva di tessera annuale a soli 15 Euro. La musica sarà curata dal duo Twin Bros, con un’elegante ma movimentata selezione di musica mod, ska e northern soul.

Saranno le “piacevoli fatiche” il piatto forte della serata. Dallo zero di Paramonga ai 4100 metri di Conococha, la salita più lunga del mondo è in Perù: 123 km senza respiro, sia per l’altitudine sia per il fatto che “…non spiana mai!” A raccontarcela sarà Sergio Borroni, medico milanese che negli ultimi 40 anni ha viaggiato in tutto il mondo: dalla Carretera Austral al deserto del Gobi, dall’Alaska al coast to coast dell’Australia. Ha percorso in bicicletta (e canoa) le strade più ambite e ardite degli amanti dell’avventura a pedali. Luoghi remoti e selvaggi, altitudini mozzafiato, climi estremi, in bici si può andare (quasi) ovunque e Borroni, grazie alla sua esperienza, ci mostrerà come approntare al meglio i nostri cicloviaggi “…perché in bici qualsiasi pedalata può diventare epica!”

Pedalopolis è una associazione di temerari ciclisti quotidiani. E’ nata a Bergamo nel 2007 con lo scopo di incentivare l’uso della bicicletta promuovendone la cultura sia pratica che teorica e creando spazi e servizi utili alla sua diffusione e conoscenza. Ha fondato la “Ciclostazione 42″ alla stazione di Bergamo, gestisce la “Ciclofficina dei Colli” a Ponteranica e la “Ciclofficina Km 10,7″ a Costa di Mezzate, organizza le famose Grazielliadi, eventi, corsi, pedalate e tutto quello che dagli orizzonti urbani ci porta verso i limiti dell’inventiva, della meccanica, della mobilità sostenibile e del viaggio. Ci riuniamo ogni primo martedì del mese, l’assemblea annuale sarà l’8 aprile, contattaci a pedalopolis@gmail.com per sapere cos’altro bolle in pentola o se hai un progetto ciclistico che vuoi condividere.

Di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza in bicicletta

Pubblichiamo il comunicato stampa scritto e diffuso in collaborazione con La Popolare Ciclistica in risposta alle recenti polemiche sulla sicurezza per i ciclisti.

Negli ultimi giorni, sull’onda della notizia dell’incidente a Michele Scarponi, si è molto parlato di sicurezza ciclistica. Sull’edizione online del nostro principale giornale locale, L’Eco di Bergamo, sono apparsi due articoli a riguardo che pensiamo meritino una risposta in quanto fuorvianti e nocivi rispetto a quella diffusione dell’uso e della cultura della bicicletta che perseguiamo. Ci pare ancor più grave che uno di questi interventi nasca dalle esternazioni social della Presidente della principale associazione ciclistica locale, la benemerita ARiBi.

Non staremo a rispondere punto per punto ai due articoli, i quali hanno come comune denominatore l’attacco ad alcuni comportamenti ciclistici e che sottintendono come la pericolosità del muoversi in bici ricada sui ciclisti piuttosto che sul traffico motorizzato.

Ci limitiamo ad analizzare tre dei comportamenti ciclistici che spesso vengono additati come pericolosi e “illegali” e che invece corrispondono semplicemente alla ricerca di una maggiore sicurezza:

Andare sul marciapiede: per quanto possa risultare talvolta fastidioso per i pedoni, l’utilizzo del marciapiede da parte dei ciclisti è spesso praticato come alternativa sicura ai tratti di strada più stretti e pericolosi o dove le auto vanno a forte velocità. Come dimostrano anche numerose ricerche e dati statistici, la pericolosità degli incidenti tra ciclisti e pedoni è infinitamente più bassa di quella tra bici e mezzi motorizzati e il tasso di mortalità dovuto a questi incidenti è praticamente nullo. Ben venga quindi l’utilizzo del marciapiede se serve ad essere e sentirsi più sicuri, ovviamente fatto con garbo ed educazione (ma il richiamo al garbo e all’educazione vale per qualsiasi aspetto della vita).

Stare al centro della strada: i ciclisti più esperti sanno bene che il maggior rischio di incidente è dovuto a sorpassi azzardati. Posizionarsi in mezzo alla strada, specialmente in punti in cui le strade sono strette e in alcuni casi piene di tombini, ha la duplice funzione di evitare di venire urtati o sbilanciati e di rendersi maggiormente visibili. Il prezzo di tale comportamento è spesso ricevere strombazzate e improperi da parte di chi, sentendosi rallentato per qualche secondo, perde la pazienza. In questo caso il sopracitato garbo e l’educazione dovrebbero essere richiesti all’automobilista che con pazienza dovrebbe aspettare (come dice il Codice della Strada) il momento in cui effettuare il sorpasso in totale sicurezza.

Stare in gruppo: similmente allo stare in mezzo alla strada, lo stare in gruppo è una tecnica per riuscire ad essere più visibili e costringere le auto ad effettuare sorpassi solo in condizioni di sicurezza, ovvero dopo aver debitamente rallentato e analizzato la situazione. Lo spazio necessario (in lunghezza) per effettuare un sorpasso è inoltre nettamente inferiore se bisogna superare un gruppo lungo 10 metri piuttosto che una fila indiana lunga 50 metri.

In quanto ciclisti non siamo tendenzialmente inclini alle lamentele e all’astio e entriamo nelle polemiche solo se possono portare a risultati e riscontri positivi. Procediamo quindi con una buona notizia: negli ultimi 15 anni il numero di ciclisti morti a causa di incidenti è in costante calo, nonostante negli ultimi anni siano aumentati coloro i quali scelgono di spostarsi in bicicletta. Anzi, come dimostrato da ricerche e statistiche, l’aumento dell’utilizzo della bicicletta è strettamente correlato alla sicurezza delle strade. A livello europeo, le città con i numeri più bassi di incidenti e di vittime della strada sono proprio quelle in cui è maggiormente diffuso l’uso della bicicletta.

Sono le automobili ad essere il vero pericolo delle strade urbane, poiché con la loro mole e velocità hanno la capacità di uccidere e di creare danni decisamente maggiori rispetto a quelli provocati dalle biciclette. Ogni politica di riduzione del traffico privato motorizzato è una politica di sicurezza stradale e non solo una scelta ecologica.

Tornando però ai cattivi comportamenti e alle multe, punti su cui vertevano i due articoli dell’Eco di Bergamo, ci pare oltremodo scorretto utilizzare questi come argomenti per attaccare unicamente i ciclisti, nascondendo il fatto che l’Italia è tra i paesi meno rispettosi del proprio codice della strada e con uno stile di guida riconosciuto tra i più pericolosi d’Europa.

Di fatto, ciò che rende più pericoloso l’uso della bicicletta in Italia è la mancanza di rispetto nei confronti dei ciclisti, piuttosto che il contrario.

L’ultima e fondamentale questione che riguarda la sicurezza ciclistica in città è quella delle infrastrutture. Avendo strutturato nel secolo scorso città “automobilocentriche”, basate sulla priorità del mezzo a motore privato per gli spostamenti, è ora un processo molto difficile, sia da un punto di vista infrastrutturale che culturale, quello di riprogettare e riconvertire le nostre città e i nostri stili di vita in un’ottica più ciclabile e pedonale. Basti pensare al nostro centro cittadino, dove esistono strade a tre corsie (Via Bonomelli, via Paleocapa, via Maj, Viale Papa Giovanni, …) lungo le quali le automobili si vedono spesso sfrecciare a velocità decisamente sproporzionate rispetto al contesto urbano in cui si trovano e per le quali pare che l’idea di ridurre lo spazio automobilistico per ricavare percorsi protetti per biciclette o mezzi pubblici sembra impossibile ad Amministrazioni Comunali di ogni colore.

Sicuramente, per concludere, campagne di informazione che inducono alla “criminalizzazione” dei ciclisti sono controproducenti, poiché spaventano, alimentano la conflittualità con gli automobilisti e gli altri utenti della strada e distolgono l’attenzione dalle dinamiche e dai problemi strutturali di fondo. Piuttosto, iniziative di sensibilizzazione, di educazione al rispetto di ciclisti e pedoni e politiche di progettazione della mobilità coraggiose e al passo con le tendenze europee contribuirebbero a rendere più sicure le nostre strade e più bella e vivibile la nostra città.

 

Ecco alcune fonti e dati per chi vuole affrontare in maniera seria costruttiva la questione piuttosto che limitarsi a polemizzare sui social:

ISTAT, ACI, “Incidenti stradali, anno 2015”. https://www.istat.it/it/files/2016/07/Incidenti-stradali-2015.pdf?title=Incidenti+stradali+-+dati+provvisori+-+19%2Flug%2F2016+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf

FIAB, “INCIDENTI AI CICLISTI Alcune considerazioni su quanto apparso sugli organi di stampa”. Edoardo Galatola, Responsabile Sicurezza FIAB. http://www.fiab.info/incidenti/risposta.pdf

European Cyclist Federation, FIAB, “Dimezzare morti e feriti tra i ciclisti entro il 2020” Documento ECF Per il 4°Programma d’azione UE per la sicurezza stradale 2011- 2020. http://www.fiab-areatecnica.it/attachments/article/188/ECF_Sicurezza_Stradale%202010.pdf

Centro Regionale di Governo e Monitoraggio della sicurezza stradale “Ciclisti e incidenti stradali – Analisi e monitoraggio degli incidenti stradali relativi ai ciclisti in Regione Lombardia”. http://www.eupolis.regione.lombardia.it/shared/ccurl/0/889/TER14022_CMR_Quaderno_1_Ciclisti.pdf